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Twitter raddoppia: ma resta il dono della sintesi?

 Da quando Twitter raddoppia i cinguettii?

La novità è stata annunciata a fine settembre: Twitter raddoppia la soglia dai 140 caratteri a 280. Testata su una fascia ristretta di utenti in giro per il mondo, la modifica da qualche settimana è stata estesa a tutti gli utenti.
Che cosa ne pensano i fedeli del social network di San Francisco?
Alcuni osservano che le prime righe di testo restano le più visibili, soprattutto per chi usa il social dal telefono cellulare. I 280 caratteri, peraltro, si leggono in modo integrale nel messaggio e devono considerarsi in aggiunta allo spazio disponibile per le immagini.
Finora, la scrittura sintetica ed incisiva, limitata a 140 caratteri, è stata una caratteristica distintiva dei “cinguettii”. Come è stato giustificato il cambiamento?

Aliza Rosen e Ikuhiro Ihara (rispettivamente Product Manager e Senior Software Engineer di Twitter) spiegano, in una nota sul blog aziendale, che il “muro” dei 140 caratteri è percepito in modo diverso da utenti di lingue differenti.
Per un giapponese, ad esempio, scrivere un testo di 140 caratteri non è limitante, mentre per molti inglesi lo è. I 280 caratteri, aggiungiamo noi, aiuteranno anche chi scrive in italiano, una lingua ancora meno sintetica dell’inglese.

280 caratteri: Twitter crescerà?

16.2

Economisti e detrattori accentuano il vero problema: il social media è in crisi e il suo profilo in Borsa non procede bene.
Alcuni numeri per darvi un’idea: Facebook conta nel mondo 2 miliardi di utenti attivi, contro YouTube che ha un miliardo di appassionati. Twitter arriva a 328 milioni di utenti. In Italia, Facebook ha 30 milioni di persone che lo frequentano con assiduità; You Tube 24 milioni e l’uccellino blu 6.9 milioni. Meglio farebbe Linkedin, che stando a fonti indirette, avrebbe 8 milioni di utenti attivi in Italia.

Per molti osservatori, la mossa sui tweet lunghi ha l’obiettivo di aumentare gli utenti, risollevando le sorti dell’azienda.

Contenuti più lunghi: che cosa cambia

Scrivono sempre Aliza Rosen e Ikuhiro Ihara:

“Twitter è brevità. È ciò che lo rende un ottimo modo per capire che cosa sta accadendo. I tweets vanno diritti al punto, con le informazioni o i concetti che contano. Questo non cambierà mai”

Tutto sommato, 280 caratteri sono una quantità di testo minima, più breve di quello che è possibile postare su altri social network, come Facebook e Linkedin.
In Italia, la novità ha gettato comunque scompiglio tra gli operatori. Twitter è tra i canali social più amati da giornalisti, operatori della comunicazione, social media manager.

Leggi anche: Leggere notizie sui social: come cambia l’informazione

Se, come noi, lavori nella comunicazione, per te scrivere un tweet è un esercizio di sintesi. Essere brevi, concisi, espressivi è tra le prime regole per giornalisti e comunicatori. Dopotutto, i messaggi da 140 caratteri erano molto simili a titoli di giornali: quasi una scuola di giornalismo.

Il dibattito tra i comunicatori italiani

16.3Tra settembre e ottobre, gli operatori si sono divisi tra ottimisti e detrattori. Gli ottimisti si sono mostrati aperti alla possibilità di esprimere concetti in modo più esteso. Per alcuni, scrivere un po’ di più eviterà il rischio di incomprensioni.
Per Riccardo Scandellari, estendere il limite a 280 caratteri potrebbe avvicinare una fascia di utenti più allargata, oltre la nicchia di giornalisti e comunicatori.
Veronica Gentili, invece, parla di un “passo azzardato”, che rischia di far perdere identità alla piattaforma.
Secondo Franz Russo, che ha raccolto queste e altre opinioni degli esperti del settore in un post del suo blog, si potevano condurre altre azioni per migliorare il canale.
Russo parla della campagna #modificatweet. Ad oggi, non è possibile modificare un testo già inviato che contiene, per esempio, un refuso, ma l’unica opzione è eliminarlo e scriverne un altro corretto.

Twitter è solo il social dei giornalisti?

Se lavori nella comunicazione, anche con 280 caratteri Twitter resta un canale utilissimo.
Alcune pratiche di cui non puoi fare a meno:

Twitter, del resto, non è solo il social delle notizie o degli intellettuali.
Commentare i programmi televisivi dallo smartphone è abitudine diffusa, che apre una finestra interessante nel rapporto tra media e consumatori.
Un’altra direzione poco diffusa per sfruttare le potenzialità di questo social, è il customer care.

Twitter è decisamente mobile friendly e vive di messaggi brevi e veloci: condizioni ottime per stare in contatto con i clienti, in tempo reale. Se sei un responsabile di relazioni pubbliche in azienda o se fai marketing, perché non attivare un servizio clienti da Twitter?

Published in Comunicazione Sviluppi