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Tono di voce dei comunicati stampa: davvero non lo puoi cambiare?

Modulare il tono di voce dei comunicati stampa è piuttosto facile per chi lavora nella comunicazione. Il registro linguistico dei testi rivolti ai giornalisti risponde a regole e prassi consolidate. Il format del comunicato stampa è una cornice che, nella maggior parte dei casi, non ha bisogno di rivoluzioni e la sua scrittura è già stata codificata.
Eppure, in questo schema che può apparire rigido ai non addetti ai lavori ci sono molti spazi di manovra. Anche se non ti sembra evidente, puoi lavorare sul linguaggio delle tue press releases e anzi, devi farlo.
Modula il tuo contenuto in relazione al tipo di notizia che stai veicolando, al contesto, alla situazione contingente dei giornali e delle questioni più dibattute in un dato momento e non ultimo… in modo coerente con l’immagine dell’azienda.

Tono di voce dei comunicati stampa

Hai sentito parlare di tone of voice in rapporto ai blog post e ai testi per il web: il tono di voce è il modo in cui comunichi un messaggio, grazie a un insieme di lessico e modalità sintattiche che danno un colore al tuo testo. Il messaggio confidenziale che mandi a un amico, il post sintetico che scrivi sulla pagina Facebook, il richiamo entusiastico che usi per uno slogan, il linguaggio semplice, ma misurato, che scegli per il blog aziendale rientrano tutti nella definizione del tone of voice.

Se tanto si dice su come orientare il tuo stile di scrittura nelle pagine web, poco si rileva sul tono di voce dei comunicati stampa.
Alcuni principi di base:

  • scrivi in terza persona
  • evita il tu e il noi, introduci le dichiarazioni personali solo nei virgolettati
  • usa uno stile asciutto, tralascia enfasi ed elogi
  • evita le complessità del linguaggio burocratico o aziendale.

Note per i giornalisti e blog post: cosa c’è di diverso

Se, da comunicatore, scrivi comunicati stampa e testi per il blog aziendale, sai che devi differenziare i due tipi di contenuti. Il blog aziendale ha un tone of voice differente da un blog personale, ma rispetterà alcuni canoni:

  • una scrittura Seo-oriented
  • uno stile semplice e diretto
  • un tono in linea con la marca.

Se sei un blogger di professione o un copywriter sai anche che il registro linguistico di un testo per il web ha differenti modulazioni. Non è sempre vero che devi usare il “tu”, parlando al lettore come se fosse il tuo vicino di casa. Nel caso del tono di voce dei comunicati stampa, i codici sono molto più rigidi, ma davvero non c’è modo di cambiare?

I comunicati stampa non sono tutti uguali

Le note per la stampa si scrivono in terza persona, riportano la notizia all’inizio, privilegiano una scrittura chiara e puntuale. Eppure, i comunicati stampa non sono tutti uguali. Hanno uno schema comune, all’interno del quale si trovano però formule variabili, in relazione al contenuto e alle testate destinatarie. Sono, ad esempio, leggermente diversi:

  • i comunicati di prodotto, ricchi di termini tecnici;
  • i comunicati economici, nei quali sono preponderanti i dati;
  • i comunicati di un evento turistico, più inclini a contenuti discorsivi e descrittivi;
  • i comunicati di moda, spesso vere e proprie “recensioni” di una tendenza.

L’elenco può continuare con i comunicati di cronaca, le note stampa sindacali, i comunicati di una mostra d’arte…. Ognuno di questi testi rispetta linee generali sul tono di voce ma, ad una lettura d’insieme, ha un impatto comunicativo del tutto differente.

Novità nello stile dei comunicati?

Se ti capita di leggere un comunicato con uno stile diverso dal solito, è molto probabile che sia stato scritto da un outsider, una persona che non è del mestiere. Nella maggior parte dei casi una scrittura verbosa, che eccede nel lodare l’azienda, usa punti esclamativi o interrogativi, sceglie espressioni mutuate dal web o dal linguaggio parlato, è scorretta in una nota per la stampa.
Eppure, un comunicato con una nota difforme rispetto allo stile codificato potrebbe farsi notare.
Il punto è non esagerare con le novità e soprattutto orientarle in misura di un obiettivo.
Il comunicato stampa è un testo destinato ai giornali: se per esempio, per cambiare tono di voce, il testo sconfina nell’apologia aziendale, sarà identificato come pubblicitario e verrà scartato. Se invece, scrivi un testo misurato in tutto, tranne che per un particolare, potresti raggiungere lo scopo di richiamare l’attenzione.

Puoi cambiare stile quando scrivi ai giornali?

Riassumendo, il tono di voce dei comunicati stampa ha alcune caratteristiche di base riconoscibili, che è meglio non modificare. Rispondono infatti ad esigenze specifiche: riportare una notizia, utilizzare gli stessi criteri dei giornalisti per farsi comprendere. Dentro questo schema generale, però, è possibile personalizzare la press release, tenendo conto di alcuni fattori:

  • lo stile dei giornali a cui ti rivolgi
  • lo scenario contingente
  • la strategia dell’azienda rappresentata dal comunicato
  • la notizia che vuoi diffondere.

Personalizza il tono di voce dei comunicati stampa

Il tone of voice può cambiare nei comunicati stampa, ma in un modo molto sottile. Da addetto stampa hai acquisito nel tempo la sensibilità per modulare, parola dopo parola, il tuo linguaggio: può trattarsi di una maiuscola, di un indicativo usato al posto di un condizionale, di un neretto. La posizione che dai al virgolettato – il discorso diretto di un responsabile aziendale o di un esperto -, la sua lunghezza, parlano allo stesso modo del contenuto della dichiarazione.
Il tono di voce, coerente con l’immagine dell’ufficio stampa e del marchio per cui lavora, si vede anche nel testo che accompagna la mail con il comunicato, nell’incipit del messaggio, nella cortesia, mai affettata, con la quale ti rivolgerai al giornalista durante il recall.